23/09/07

Prima che tu apra la bocca alla sera, sarà la quadratura del cerchio ad indicare.
Che il nostro amore finisce appeso alle bugie come i panni in cui ti misi mai. I miei.
Leggere questa stanza al soffitto pare intontorci. Guardare il punto dove eravamo.
Dove gli occhi incrociavano il nostro futuro di parole. Una su una. Che poi è solo un colpo alla schiena. E la sua frattura.
Perchè arriviamo allo stesso punto ma di schiena? Non ero io. Non sono mai stato la mia presenza. E tu che nemmeno schiarisci la voce t'affretti. Le parole sono pietre piccolo mio.
E se tiri come ora fai mi uccidi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ehei, quanta sofferenza leggo. Una sofferenza, un grido d'aiuto, Stupore.
Bella e penetrante.
Un abbraccio Beppe