La musica fuori entra timida.
Nella stanza che mi vivo oggi solo nella penombra della sera che è scesa poggiandosi sopra le mie ginocchia. Sento il fischio leggero del vento che mi riporta un riflesso di te.
Non è vero che sei andato. Non ci crede neanche il divano dove mi rinfrescavi l'amore.
Sono tutto senza niente di te anche oggi. Il tempo ci ha rovinato il futuro.
Il futuro che non cè ancora. Il domani che non cè più. L'oggi che hai deviato altrove.
Se rimane di me un secondo è solo la buca del passo.
La passegiata mattutina che rilassa le palpebre. Io peso, dolce amarezza che sei.
Peso del passo che mi sottrai. Ogni colpo a terra è dentro che ritorna.
02/10/07
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1 commento:
Una certa fisicità traspare. Una ricerca per colmare un vuoto, una presenza, un respiro che sia in risonanza con il tuo.
:-)))))) Beppe
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