27/10/07
Ti ho immaginato e pensato assorbito. La maniera per una giusta morte dopo te è ricordarti. Se domani arriverò all'altezza che raggiungi sorridendo, potrò finalmente respirare. Perchè niente è come appare. Solo se tu mi aggiusti la via come un pizzico alle gambe, improvviso. Torno alla resistenza di questa madrenatura. Che mi ti ha tolto come ha spostato i sassi nelle scarpe per meglio camminare. Un passo dopo l'altro per arrivare a non averti qui. Un passo dopo l'altro fino a concentrarmi nel silenzio che arrotonda la sera che si piega nel mio letto.
04/10/07
Spesso sento un dolore forte che mi prende al basso ventre. Dovrei forse dedicarmi più a me. Poi se mi guardo che Me vedo? Ho difficoltà a respirare certe sere che l'aria mi si spezza alla gola. Dovrei rallentare tutto e guardare dall'angolo esatto. Ma cosa mi sto cambiando? Cè un movimento feroce intorno. Eppure sento che le gambe non si muovono. In coma appeso a quegli occhi che non ho mai avuto e a quelli che non potrò avere mai ai miei puntati come spilli. Sono ancora li. Sopra la mia testa sento un dito che preme. Come la certezze che il destino è uscito dalle mie vene.
02/10/07
La musica fuori entra timida.
Nella stanza che mi vivo oggi solo nella penombra della sera che è scesa poggiandosi sopra le mie ginocchia. Sento il fischio leggero del vento che mi riporta un riflesso di te.
Non è vero che sei andato. Non ci crede neanche il divano dove mi rinfrescavi l'amore.
Sono tutto senza niente di te anche oggi. Il tempo ci ha rovinato il futuro.
Il futuro che non cè ancora. Il domani che non cè più. L'oggi che hai deviato altrove.
Se rimane di me un secondo è solo la buca del passo.
La passegiata mattutina che rilassa le palpebre. Io peso, dolce amarezza che sei.
Peso del passo che mi sottrai. Ogni colpo a terra è dentro che ritorna.
Nella stanza che mi vivo oggi solo nella penombra della sera che è scesa poggiandosi sopra le mie ginocchia. Sento il fischio leggero del vento che mi riporta un riflesso di te.
Non è vero che sei andato. Non ci crede neanche il divano dove mi rinfrescavi l'amore.
Sono tutto senza niente di te anche oggi. Il tempo ci ha rovinato il futuro.
Il futuro che non cè ancora. Il domani che non cè più. L'oggi che hai deviato altrove.
Se rimane di me un secondo è solo la buca del passo.
La passegiata mattutina che rilassa le palpebre. Io peso, dolce amarezza che sei.
Peso del passo che mi sottrai. Ogni colpo a terra è dentro che ritorna.
23/09/07
Prima che tu apra la bocca alla sera, sarà la quadratura del cerchio ad indicare.
Che il nostro amore finisce appeso alle bugie come i panni in cui ti misi mai. I miei.
Leggere questa stanza al soffitto pare intontorci. Guardare il punto dove eravamo.
Dove gli occhi incrociavano il nostro futuro di parole. Una su una. Che poi è solo un colpo alla schiena. E la sua frattura.
Perchè arriviamo allo stesso punto ma di schiena? Non ero io. Non sono mai stato la mia presenza. E tu che nemmeno schiarisci la voce t'affretti. Le parole sono pietre piccolo mio.
E se tiri come ora fai mi uccidi.
Che il nostro amore finisce appeso alle bugie come i panni in cui ti misi mai. I miei.
Leggere questa stanza al soffitto pare intontorci. Guardare il punto dove eravamo.
Dove gli occhi incrociavano il nostro futuro di parole. Una su una. Che poi è solo un colpo alla schiena. E la sua frattura.
Perchè arriviamo allo stesso punto ma di schiena? Non ero io. Non sono mai stato la mia presenza. E tu che nemmeno schiarisci la voce t'affretti. Le parole sono pietre piccolo mio.
E se tiri come ora fai mi uccidi.
20/09/07
Ho un sospetto. La tua tenerezza fosse un gesto di Dio?
Che male ho fatto per non poterla decifrare. Che omicidi i tuoi occhi improvvisi.
Puntati all'incrocio delle mie braccia. In un'altra vita ero te.
Lo so, come adesso so della pazienza. Lo so come i tuoi polmoni che si intuiscono che sono belli. Come il tuo fegato perfetto e i tui reni simmetrici.
Lo so e intuisco che sono belli. Passerò nelle strade che ti fanno il marciapiede, con la testa sopra il pensiero.
Cosa serrebbe stato se la tua lingua come una torcia avesse illumnato dentro?
Che male ho fatto per non poterla decifrare. Che omicidi i tuoi occhi improvvisi.
Puntati all'incrocio delle mie braccia. In un'altra vita ero te.
Lo so, come adesso so della pazienza. Lo so come i tuoi polmoni che si intuiscono che sono belli. Come il tuo fegato perfetto e i tui reni simmetrici.
Lo so e intuisco che sono belli. Passerò nelle strade che ti fanno il marciapiede, con la testa sopra il pensiero.
Cosa serrebbe stato se la tua lingua come una torcia avesse illumnato dentro?
17/09/07
26/08/07

Come vorrei essere nessuno. Come vorrei esserlo.
Ma le tue labbra di porcellana mi rendono fragile la vita. Come vorrei essere mai stato.
Mai dimenticato. Mai elemosinato.
Distrarre il mattino col dito intinto nel sonno. Morire che di te non sarebbe morte.
Toccarti la terra sotto i piedi e renderla sacra.
Perchè cammini su i miei disordini amore. Perche cammini senza peso aldilà del peso.
Come la leggerezza tiene il mondo appeso. Un soldo di danno fra le mie dita.
Un niente che impara la vita senza tacere.
11/08/07

Mi rivoglio indietro. Fino a calpestarmi il passo.
Mi rivoglio intero ed integro per ripartire dalla riga.
Rivedere i miei occhi dentro la meravigliosa discrepanza. Tra me e la pazienza passa l'inganno. Ma mi rivoglio tutto fino alle cima di me.
Riparlare con parole masticate a vanvera.
Rivedremi sdraiato su duri pavimenti occupati. Sentire che ti amavo e che non potevo.
E che non dovevo. Mi rivoglio indietro maledetta vita.
Perfetta vita. Mi rivoglio al passo come un soldato.
Mi rivoglio tutto fino a non desiderarmi.
Ritornarmi dentro dove ora la paura batte la parete,
come chiodo.
02/08/07

Come vorrei esserti alle labbra appeso.
Tra una parola e la sua pausa. Sdraiarti la lingua sopra le labbra parlanti.
Dietro ogni silenzio mi rimani fermo. Dentro tutti i silenzi,
fermo.
Potendo arrivarti al bacio saprei dirtelo.
Potendo con una mano rifarti il cuore.
Che cè una luna come una mela. Dietro ogni silenzio rimasta ferma.
Dentro ogni desiderio,
ferma.
01/08/07

a Domenico.
E' bello averti. E mi sei perfetto.
Nella vita improvviso come mi salta un'unghia.
Ed è perfetto l'incrocio di vite che leggo.
Domani saprò che lingua parlasti
quel giorno quando se ne andò con le rondini.
Mi tradurrai tu quello che non vorrò sentire.
Cè una linea Arancione sui nostri occhi dolce Dome,
ed è li che tutto s'arrotonda. E si fa perfetta ogni parola.
Ogni tuo sorriso è una pettinata alla vita.
25/07/07
Sorvolo la certezza di un mio passo e dopo grido.Mi cerco la pace e l'attenzione ma intanto non vedo niente.
Risveglio i solitari e dove siamo stati senza noi.
Per una miseria elemosinata e un bacio. Per un braccio in più di questo.
Per poi non essere più quello. Tienimi a mente mia cara compagnia,
solo un domani arriverà preciso. Se tutto è meno di un tuo sospiro
questa sera faccio i baffi alla miopia.
24/07/07

Ma ci guardo dentro le persone. Che il vedere è carte da decifrare.
Che la musica che passa è da dimenticare.
Che se ti avessi guardato ci riguarderei. Che se ti avessi dimenticato ti dipingerei.
E invece passa tutto come sa passare.
Sotto la meraviglia del mio passare.
Come se avessi detto tutto senza mai parlare.
Come se avessi fischiato senza respirare.
Eppure sento i suoni bassi da toccare.
Il punto del ritorno eternamente uguale.
21/07/07

Se il tuo sorriso fosse una spina di grano? Se quel sorriso fosse l'apertura verso il tempo desiderato? Ho immaginato che ti chinavi per raccogliere speranze. Cadute dalle tasche come gli spiccioli di una stagione. Che bella schiena che hai da quassù mentre ti cadono i miei occhi sopra. Puoi rimanere se vuoi ad inventarmi il cammino. E se i tuoi piedi fossero miracoli? Se quel toccarmi le braccia fosse benedire? So che domani verrà ugaule a domani. E la forma della tua bocca li a masticare.
20/07/07

Sono solo se non sono. Ed esisto ora che non sei.
La medesima condizione piegata a se stessa.
Amore che non resta che la buccia a me.
Che odora di madarino se non si conclude.
L'aria tira estate anche qui. Sotto la cappa dell'incontinenza.
Che tira un vento che copia l'inverno.
Che copia e incolla le parole ingoiate a te.
19/07/07
Muovere al ritmo delle ossa la pazienza. Faticare per disfare il mio letto mal nutrito.
Per rimpiangerti sono nato ancora. Per rincorrere e fatica la mia inutilità.
La meraviglia che si accorge del mattino che arriva sono nato per riaverla.
Per sperare e sparire dietro uno spillo di pioggia.
Dentro uno spillo d'amore sono nato. Nella piccola città dei cuori zoppi.
Nella fattoria dei muti amori.
Nelle vie che ti hanno visto arrivare ed andare.
Le silenziose notti come un bel non capire.
Mentre la chiarezza si stringe alla mano
Sono nato per non amarti meno di prima.
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